giovedì 13 marzo 2014

A uno a uno le fil'cuntavano. La leggenda delle streghe nel Sannio


A molti oggi sembra poco più che folclore, eppure la città di Benevento ha, per secoli, legato la sua fama alla leggenda delle streghe. Nota almeno fin dal secolo XIII, quando i Longobardi portarono i loro riti pagani in città, si era diffusa secondo Pietro Piperno già a partire dal VII secolo, ma probabilmente si dovrebbe risalire fino ai tempi dei Sanniti e dei Romani. Dalle indagini storiche sul Sabba, il Noce e San Barbato alle storie tramandate nel tempo su personaggi locali quali la Zucculara, il documentario intreccia le fila del discorso storico ai racconti popolari.
Studiosi ed appassionati di storia locale ripercorrono l'origine della leggenda cercando di dare risposta ad una serie di domande, in parte ancora insolute. A loro si aggiungono le voci di quanti con le streghe, anzi con le Janare – come le chiamano a Benevento – hanno avuto un rapporto più 'diretto'. Vengono fuori le credenze comuni a molti paesi del beneventano, ma più in generale alle credenze sulle streghe: i cavalli con il crine intrecciato, i bambini spostati durante la notte, il rimedio della scopa di saggina dietro la porta. Il documentario è un viaggio non solo metaforico, attraverso le storie e leggende trasmesse nei secoli, ma soprattutto fisico attraverso la provincia di Benevento. Dal fiume Sabato allo stretto di Barba alla Ripa delle Janare, alla Toppa delle Streghe, la morfologia dei luoghi dove si credeva si riunissero le streghe, mostra delle similitudini di paese in paese. Il documentario nasce dall'esigenza di conservare la memoria di luoghi e persone che fanno parte della cultura del Sannio, e dalla volontà di perpetuare una leggenda che non smette di incuriosire ed affascinare.

Un documentario di Francesca Gerardo, Marialaura Simeone, Umberto Rinaldi

Guarda il trailer: 

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mercoledì 25 dicembre 2013

Antonietta de Lillo-Pranzo di Natale al Mulino del Cinema

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Francesco Cordio al Mulino del Cinema

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Incontro con Francesco Cordio e proiezione di Inti Illimani: dove cantano le nuvole, al Mulino del Cinema IV. 14 dicembre 2013

lunedì 18 novembre 2013

Mulino del Cinema IV edizione - Rassegna di proiezioni ed incontri con registi



Dopo tre edizioni di successo, il Mulino del cinema torna ad ospitare i migliori registi del cinema italiano contemporaneo. Negli ultimi tre anni ha visto avvicendarsi sul palco del Mulino Pacifico autori del calibro di Mimmo Calopresti, Ugo Gregoretti, Giovanna Taviani, Leonardo Di Costanzo, Marco Bonfanti. Ha inoltre ospitato Francesco Bruni e Pippo Mezzapesa al Cinema Massimo, e Marco Bellocchio, al cinema San Marco. Gli incontri con i registi, a seguito delle proiezioni, sono stati di volta in volta un modo per conoscere gli autori, il loro modo di raccontare la realtà e soprattutto di fare cinema.
Quest'anno l'attenzione è rivolta maggiormente, oltre al documentario, al cinema italiano indipendente, lontano dalle logiche produttive e commerciali. Dall'Italia degli immigrati di oggi alla guerra in Etiopia ai tempi del Fascismo, dall'esperienza dell'esilio italiano degli Inti Illimani ai pranzi di Natale, al cinema che riflette su se stesso: diversi i temi e i modi di affrontare il mestiere di regista.
Si inizia con Antonietta De Lillo e il primo film partecipato prodotto in Italia (2011), realizzato con la Marechiaro Film, “Il pranzo di Natale”: collage di immagini amatoriali e video realizzati da professionisti.
Sarà la volta di Alessandro Rossetto che dopo un'esperienza quasi ventennale nel campo del documentario, presenta il suo primo lungometraggio “Piccola Patria”, fresco di debutto veneziano. Uno scorcio sulla situazione del Nord Est italiano e sui rapporti tra immigrati e locali. Gli fa eco Maura Delpero con la storia di “Nadea e Sveta”, due amiche moldave, un lavoro in Italia, gli affetti lontani, la ricerca di un “posto” nel mondo. “Quando si torna a casa qualcosa nell'anima si mette a posto”, avrebbe risposto Jorge Coulon, protagonista del documentario di Francesco Cordio e Paolo Pagnoncelli: “Inti-Illimani. Dove cantano le nuvole”. Sarà Francesco Cordio a raccontare agli spettatori del Mulino la genesi del documentario, l'esilio italiano (dal 1973 al 1988) conseguente al golpe di Augusto Pinochet, l'impegno civile del gruppo e le emozioni delle loro esibizioni. E proprio dalla musica prende spunto Giuseppe Marco Albano che dopo una serie di cortometraggi di successo (tra cui Stand by me, vincitore del David) presenta il suo primo lungometraggio “Una domenica notte”: un film che riflette proprio sul fare cinema. Il titolo deriva, infatti, dalla canzone omonima di Brunori Sas che cura la colonna sonora.
Sarà poi la volta di Luca Guadagnino che ci racconterà una storia non così lontana, ma subito rimossa dall' “Inconscio italiano”. Un film-saggio che partendo dalla drammatica esperienza dell'occupazione in Etiopia riflette sulle origini stesse dell'identità italiana, tra riflessioni contemporanee e immagini d'archivio.
Infine la IV edizione del Mulino prevede una retrospettiva sul cinema di Bernardo Bertolucci, in occasione dell'uscita del libro “Bertolucci: il cinema, la letteratura, il caso Prima della rivoluzione”. Sarà proprio l'autore del libro Alessandro Marini, professore di letteratura e cinema italiani all'Università di Olomouc (Repubblica Ceca), a concludere la retrospettiva.
Ancora massimo riserbo su un ospite speciale che annunceremo a gennaio...!

Sponsor dell'iniziativa: [archiattack], maffei porte e infissi, magazzini pescatore, verdino immobiliare, texi.